Sui mercati finanziari persiste un atteggiamento positivo. Quasi tutti gli asset rischiosi hanno registrato un buon inizio d’anno e, in molti casi, il quadro generale è l’esatto opposto del 2011: le asset class che avevano sofferto, oggi sono tra quelle con i risultati migliori. L’azionario mercati emergenti, per esempio, è sulla buona strada per recuperare le perdite dello scorso anno. A livello settoriale, i ciclici (financial compresi) stanno guidando la classifica, mentre i difensivi che avevano dato buoni ritorni stanno chiaramente arrancando. E’ quanto emerge in sintesi dalla MarketScope, nota mensile che racchiude la view di ING Investment Management sui mercati globali di cui riportiamo una sintesi.  

Torna la fiducia

L’atteggiamento positivo verso gli asset rischiosi (risk-on) è sintomo di un ritorno della fiducia negli investitori. Questo è dovuto principalmente all’enorme iniezione di liquidità dalla Bce verso il settore bancario. Oltre ai 500 miliardi di dicembre, un’altra tranche di finanziamenti di entità simile è prevista per il 29 febbraio.
Le misure della Banca centrale hanno evitato una crisi a livello sistemico, uno dei timori della fine del 2011. Le banche, inoltre, specialmente nel sud Europa, stanno acquistando titoli di stato emessi dai propri governi con conseguente restringimento degli spread. E’ importante sottolineare come il rendimento su governativi “sicuri” quali i Bund e i Treasury a 10 anni sia notevolmente cresciuto, una situazione abbastanza comune in una fase di ritorno sugli asset rischiosi.
Bisogna comunque ricordare che permane un elevato livello di rischiosità e che l’attuale trend è guidato principalmente dalla liquidità. Saranno quindi necessarie ulteriori misure prima di poter avere una fase di effettiva ripresa dell’economia.
In ogni caso, un’escalation della crisi è stata evitata e questo ha migliorato il clima di fiducia, con un possibile aumento della spesa privata e investimenti delle aziende, un ulteriore supporto al tentativo di ripresa dei mesi passati.  

Oltre a questo quadro generale, all’interno del documento ci sono analisi più dettagliate sulle prospettive della situazione economica (apporto delle misure della Bce, rischio di credit crunch, tuttora presente, Grecia, il cui rischio di uscita dall’euro in futuro è aumentato considerevolmente nello scorse settimane) e sul mercato azionario (potenzialità di crescita, interesse per i ciclici, inversione di tendenza sugli utili). Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei bund sono storicamente ancora ai minimi, mentre quelli dei periferici sono scesi decisamente. La preferenza va verso i bond dei mercati emergenti e gli high yield. View leggermente positiva per i titoli del settore real estate, leggermente negativa per le materie prime (a causa della Cina dove la domanda di materie prime sta rallentando) e negativa sulla liquidità.