La Banca Popolare di Bari, secondo le precedenti leggi pensionistiche, aveva “prepensionato” sessanta dipendenti, dando loro un contributo per sostenere i versamenti volontari fino alla maturazione dei diritti pensionistici. Qualcuno tornerà a lavoro. 

Sono questi gli esodati, i lavoratori di ogni settore produttivo che invece di aspettare pochi mesi o pochi anni per andare in pensione, adesso dovranno aspettare più tempo per ritirarsi a vita privata e non hanno i soldi per pagare i contributi volontari fino al giorno del pensionamento.

Nonostante il Governo e l’Inps non siano ancora in grado di dare una stima del numero degli esodati in Italia, possiamo comunque raccontare quel che accade a circa 60 lavoratori della  Banca Popolare di Bari.

Loro potranno tornare in azienda, oppure potranno scegliere un congedo retribuito fino al giorno del pensionamento (che si è allontanato). Per sostenere economicamente le scelte di chi opta per la seconda soluzione, saranno usati i soldi dell’autofinanziamento per il Fondo esuberi.

E’ questo in sintesi l’accordo stipulato dall’istituto di credito con le organizzazioni sindacali di categoria il 19 aprile scorso. Un accordo che annienta gli effetti della riforma pensionistica.

Non si tratta di un unicum, tanto che il segretario del Fabi cita un caso analogo per il Banco Popolare nell’ottobre del 2010.