Al Mugello, un ristoratore è stato beccato con le mani nel sacco dalla Guardia di Finanza. Ora è accusato di aver evaso circa un milione e mezzo di euro, visto che per diversi anni ha tenuto soltanto personale in maniera irregolare ed ha registrato un pranzo su due. 

La lotta all’evasione fiscale è un paradigma del governo Monti che ha sconvolto l’Italia con il famoso blitz di Cortina ma poi si è impegnato affinché non restasse un episodio isolato. Il risultato è stato una presa di coscienza che in Italia, da nord a sud, gli evasori sono sempre presenti.

In questo caso, il protagonista della storia riportata da tutti i giornali, è un ristoratore del Mugello. Ha dichiarato negli anni meno della metà di quello che ha guadagnato. Andava avanti così da più di 36 mesi. Avendo anche tutto il personale a lavoro in maniera irregolare o in nero, è riuscito a mettersi da parte 1,6 milioni di euro in un anno. Soldi che avrebbe dovuto dare al fisco.

Il debito con l’Erario di questo ristoratore di Borgo San Lorenzo a Firenze, è comprensivo anche di 93.000 euro di Iva, 33.660 euro di Irap e ben 58.400 euro di ritenute. I dipendenti che sono stati occupati in modo irregolare sono 24, due erano proprio in nero.