Il fatto che si sia ridotto il gap tra il valore dei bund decennali e quello dei nostri Btp dello stesso periodo, ha determinato un grosso risparmio per lo Stato ma nel clima di tensione continua è difficile rendersi conto di questo particolare. Il governo Monti si è impegnato a mettere in campo degli strumenti per rimpinguare le casse dello stato e raggiungere in breve tempo, due anni, il traguardo del pareggio di bilancio. Il sacrificio chiesto agli italiani è andato di pari passo con la volontà di ridurre lo spread.

Far scendere la quota di questo indice vuol dire che gli interessi pagati sui prestiti dal nostro Paese si riducono sensibilmente. E’ la questione del rendimento, per dirla in parole povere.

Dunque lo spread, che nell’ultima fase del governo Berlusconi aveva raggiunto e superato la soglia dei 500 punti base, adesso, a fatica, è tornato intorno ai 400 punti, ma la discesa dovrebbe continuare. Il segnale positivo arriva anche dalle aste dei Bot semestrali per cui si registrano rendimenti bassi, quasi ai dati di giugno del 2011.

La discesa dello spread fa sì che anche la decisione di S&P sull’Italia sia ininfluente sull’andamento di Piazza Affari. A conti fatti, dall’inizio di gennaio per l’Italia si parla di circa 14 miliardi di euro risparmiati.