Da destra e da sinistra tutti sembrano d’accordo sul fatto che occorre fare dei tagli ai costi della politica regionale perché in questo moto si può realmente risparmiare e soprattutto si riesce e riscattare gli scandali che hanno segnato la vita di alcune Regioni. 

Dopo lo scandalo Fiorito e le dimissioni della Polverini, c’è stata un’accelerazione nei lavori che dovrebbero portare al decreto legge che taglia e riduce gli sprechi legati alla vita delle Regioni. Gli analisti però, sono scettici sul risultato di questa normativa.

In pratica, come spiega bene anche il Sole 24 Ore, l’invito è a non farsi illusioni perché non ci saranno i grossi risparmi annunciati, se al taglio dei posti nei consigli e nelle giunte, non seguirà una razionalizzazione degli uffici di supporto e anche delle strutture amministrative stesse.

In questa settimana la proposta dovrebbe essere portata alla conferenza delle regioni e gli obiettivi della normativa fino a questo momento sono chiari: eliminare almeno 300 posti dei 1.111 seggi che costituiscono i consigli regionali.

A livello normativo c’è già una legge che prevede il ridimensionamento dei consigli regionali ed è stata approvata dal Governo Berlusconi con la manovra-bis del 2011, solo che sarebbe entrata in vigore dalla prossima legislatura. Monti ha pensato di accelerare questo processo.

Al momento, a livello economico, si stima un risparmio di appena 64 milioni di euro all’anno.