Gli italiani che non riescono ad arrivare alla fine del mese sono aumentati e di pari passo è calato il numero di coloro che speravano, almeno nel 2011, di risparmiare qualcosa in più. Ma chi aveva un gruzzoletto da parte, come l’ha usato?Il governo Monti, per far quadrare i conti e rimpinguare le casse dello Stato, conoscendo bene la propensione al risparmio degli italiani, ha deciso di introdurre delle piccole patrimoniali sui risparmi investiti in depositi, titoli, azioni e fondi comuni.

La crisi, in aggiunta a questa decisione dall’alto ha fatto fuggire gli investitori e i piccoli risparmiatori verso lidi sicuri, investimenti che non comportano grossi rischi. Ecco cos’è cambiato dal 2010 al 2011.

Sicuramente è aumentata la percentuale di coloro che vogliono investire i risparmi invece che tenerli sul conto corrente: gli investitori sono passati dal 21 al 24 per cento mentre sono calati dal 68 al 64 per cento i correntisti.

Se prima l’unico investimento considerato era la casa, adesso prendono piede i libretti conto/deposito, gli investimenti in titoli obbligazionari. A livello generale sono diminuiti dal 2010 al 2011 coloro che investono nei seguenti prodotti: titoli a breve, medio e lungo termine; fondi comuni ed azioni.

Sono però aumentati gli italiani che si affidato a depositi, prestiti e assicurazioni.