Oculati sì, ma un po’ meno rigidi. I risparmiatori italiani, tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, continuano a tagliare le spese superflue ma a fianco della protezione del capitale, si vede ripartire quella per i rendimenti. Non solo. Il mattone perde appeal tra i progetti degli italiani. Questo ciò che emerge dai risultati della terza rilevazione dell’Osservatorio Anima in collaborazione con Gfk Eurisko.

Nel dettaglio, alla domanda “Quali fra le seguenti attività finanziarie pensa di intraprendere nel prossimo anno?”, il 51% ha risposto che intende risparmiare di più; il 26% vuole costruire una riserva per le emergenze e il 13% rivedere e ottimizzare il portafoglio investimenti, mentre il 5% ha intenzione di sottoscrivere un piano di
accumulo.

Continua ad essere predominante, per il 49% del campione di riferimento, la ricerca di meccanismi di tutela del capitale investito, ma ricomincia a crescere la ricerca di rendimenti elevati (dall’11 al 16%) e con un orientamento più spiccato al breve periodo.

Non solo. Chi è già nel mondo degli investimenti sarebbe pronto a rimodulare il portafoglio, guardando meno ai titoli di stato (dal 36% al 22%) e più ai fondi comuni d’investimento (dal 2 al 10%), e in particolare a obbligazioni e fondi obbligazionari (dal 12 al 16%).

Infine, salta agli occhi l’eccezione, forse complice l’introduzione dell’Imu, in controtendenza con le due prime indagini, rappresentata dall’appetito immobiliare, che è in significativa riduzione: dal 9% si passa al 5% e addirittura, dal 18 all’8% per gli investitori.