Risparmiare oggi è un’impresa sempre più difficile per i risparmiatori, che accusano il peso della crisi internazionale sulle proprie finanze personali in tutto il mondo, anche se con alcune differenze tra nazioni.

E’ quanto emerge dalla prima Ricerca Internazionale del Gruppo ING, commissionata all’istituto di ricerca TNS in 19 Paesi su 18 mila risparmiatori, interrogati sul livello dei risparmi accumulati e sulla loro capacità di accantonare liquidità.

A livello globale il 51% del campione dichiara di risparmiare meno rispetto al passato, ma, mentre questa tendenza è confermata in tutti i Paesi occidentali, nelle potenze emergenti dell’Asia, ovvero Cina, India e Tailandia, la situazione finanziaria personale risulta in molti casi migliore rispetto al passato, sebbene questo non coincida con una grande disponibilità di denaro. In Cina circa il 50% degli intervistati è contento del livello dei propri risparmi e la percentuale dei soddisfatti si avvicina addirittura all’80% in India e Tailandia. Stesso discorso vale per la capacità di spesa: mediamente in questi tre Paesi il 61% dei risparmiatori rientra con facilità o senza troppa fatica nelle spese, contro il 47% rilevato come media mondiale.

I dati sono quindi diversi da quelli dell’Europa, dove il 58% dei risparmatori percepisce come peggiorata la propria situazione economica (contro il 29% in media nei Paesi asiatici considerati), principalmente a causa dell’inflazione e della disoccupazione. Nel Vecchio Continente un terzo del campione (35%) dichiara una capacità di risparmio soddisfacente, mentre il 25% – una persona su quattro – si trova fuori dalla zona di comfort. Ampia anche la percentuale di chi, pur non riconoscendosi in una situazione di disagio, non si colloca neanche tra i soddisfatti (40%). All’interno della stessa Europa, comunque, esistono differenze sostanziali. I Paesi dell’Est mostrano in assoluto minore disponibilità immediata di denaro, ma sono Italia e Spagna a subire maggiormente l’impatto della crisi sulle condizioni finanziarie dei risparmiatori. Lussemburgo, Olanda e Germania, al contrario, mostrano ancora livelli di soddisfazione attorno al 50%, come la Cina.

Usa, Canada e Australia, infine, hanno valori intermedi di soddisfazione sui risparmi accumulati, tra il 39% e il 37%, in linea con i dati medi europei, ma mostrano una quota di risparmiatori molto insoddisfatti più elevata rispetto alla media del Vecchio Continente (che è attorno al 9,5%): in Australia, infatti, la quota di chi dichiara disagio è pari al 12%, in Canada è 15% e negli Usa tocca il picco del 18%. L’unico Paese che batte questo dato è la Spagna, dove i fortemente insoddisfatti sono il 26%.