La  grande nazione Ellenica che fu, rischia il default. E’ il ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, a doverlo ammettre,  mentre Fitch taglia di tre livelli il rating greco e minaccia ulteriori ‘downgrade’ in assenza di un nuovo piano di aiuti. Ed il nuovo piano di finanziamento intanto slitta ad una data vagamente fissata per metà luglio.

La volontà di Eurolandia non è certo quella di vedersi crollare addosso un Paese, capace di portarsi dietro con sè altre nazioni dell’area euro, ma bensì – come hanno spiegato nell’ultimo vertice europeo la Merkel e Sarkozy – quella di evitare una uscita della Grecia dall’euro. L’intento dichiarato è quello di tenere sotto pressione Atene affinche compia, attraverso il nuo governo, i tagli ed i sacrifici in termini di contenimento della spesa pubblica.
Le stesse che chiedono gli ispettori di Fmi, Banca centrale europea e Commissione europea in missione ad Atene.

Quanto l’allarme sia elevato per Atene lo testimonia la decisione di Fitch di tagliare a ‘B+’ dal precedente ‘BB+’ il merito che spetta come credito alla Grecia. Per evitare che si scenda al livello ‘CCC’ , che è il livello attuale di gran parte dei Paesi africani , occorrerà che l’ Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale decidano di sborsare altri 40 miliardi  in aggiunta a quell, 110 miliardi di euro, elargiti lo scorso anno. Senza nuovi soldi “il default sovrano greco è altamente probabile”, spiega Fitch.