La riforma del mercato delle professioni sembrava aver raggiunto un punto prima di arrivare all’esame delle Commissioni Giustizia di Camer e Senato che hanno dato dei pareri negativi come già aveva fatto il Consiglio di Stato.

Insomma il Decreto del Presidente della Repubblica che contiene la riforma delle professioni, ha avuto un primo stop del Consiglio di Stato ed ora ha avuto anche un parere negativo dalle Commissioni di Giustizia di Camera e Senato.

Il governo, quindi è chiamato ad intervenire per modificare il testo del decreto e per adattarlo alle richieste degli ordini. La modifica deve essere rapida.

Sicuramente è stato indicato un punto di partenza che è l’articolo 6 del Dpr che affronta il tema del praticantato introducendo l’obbligatorietà di un periodo di formazione-lavoro di almeno 18 mesi per le categorie che non lo prevedevano e allunga ad un anno e mezzo il tirocinio delle categorie che lo prevedevano anche prima.

Non si tratta di un’imposizione, secondo il Governo, anche perché è lasciata la porta aperta ad eventuali intese tra università e consigli nazionali. Di fatto però non è stato studiato l’impatto economico di questa modifica che richiede una modifica degli ordinamenti.

Adesso sarà necessario riscrivere il testo tenendo conto dei suggerimenti.