Nokia ha lanciato sul mercato la sua serie di telefoni Lumia che hanno avuto un discreto successo di pubblico ed hanno impensierito un po’ Samsung ed Apple che comunque detengono ancora il primato per la diffusione degli smartphone. 

Se c’è una cosa che Nokia ha azzeccato, è sicuramente il sodalizio con Microsoft. I Lumia, telefoni enormemente apprezzati tra il pubblico, sono completi del sistema operativo Windows Phone e da aprile è iniziata la distribuzione da parte di At&t.

Cosa c’è allora che non va? Una notizia diffusa dall’agenzia Reuters qualche giorno fa che parla di un’indagine sul patrimonio dell’ex produttore di punta nel settore dei cellulari. Alcuni esponenti di banche e istituti di brokeraggio, infatti, sono andati a scandagliare i fondi dei conti Nokia.

Sembra che in cassa ci siano rimasti soltanto 4,9 miliardi di euro. Siamo ben lontani dai 10 miliardi di dollari detenuti nei forzieri nel 2007.

In più la crisi economica che interessa il mercato mondiale, fa temere che le riserve possano essere polverizzate in appena tre trimestri. Basteranno quindici mesi per vedere Nokia in rosso, alle prese con una crisi di liquidità senza precedenti.

Le agenzie di rating, Moody’s e Standard & Poor’s, hanno già espresso tempo fa un giudizio negativo nei confronti dell’azienda finlandese, che intanto ha licenziato circa 4000 persone. Se quello che temono i bookmakers dovesse avverarsi, Nokia sarebbe costretta ad aprirli a vendite e fusioni.