La crisi non ha risparmiato gli Stati Uniti, impreparati ad affrontare un rallentamento dell’economia, soprattutto prima dell’inizio della nuova campagna elettorale per l’elezione del prossimo Presidente.L’economia degli Stati Uniti ha reagito con molta difficoltà alla crisi economica. Il Congresso non senza forti spaccature interne, ha approvato in extremis quello che potremmo definire un piano di salvataggio. Il tutto mentre i media diffondevano le ricerche sul mercato del lavoro.

Adesso il quadro fornito dalla Fed, a distanza di qualche mese dal periodo più critico, sembra migliorato: le condizioni dell’economia statunitense sono cambiate. Il tasso di crescita è ancora modesto, spiega il governatore della Fed Bernanke, ma molti settori stanno riprendendo il passo.

Unico neo restano i mercati immobiliari inchiodati alle scarse performance dei mesi precedenti. A livello geografico la ripresa è molto debole nel distretto di Richmond ma altrove, come nel territorio di New York, Chicago, Dallas e San Francisco, ci sono stati segnali più soddisfacenti.

Rispetto ai primi trimestri dell’anno scorso, a distanza di appena 10 giorni, il panorama prospettato appare più roseo. La Fed, per esempio, parla di un incremento della spesa privata. Anche durante le festività le vendite sono state più consistenti se paragonate ai periodi analoghi del 2011.

Un’attività consistente è stata registrata nel settore dei viaggi e del turismo.