I fondi pensione e gli altri grandi investitori Usa avrebbero ‘scommesso’ 65 miliardi di dollari sulla ripresa dell’Europa e delle sue aziende, facendo registrare il più grande flusso di capitali d’oltreoceano sull’azionariato del Vecchio Continente dal 1977, con tlc, banche e utility a tirare la corsa delle principali piazze finanziarie.

Nei primi sei mesi dell’anno, scrive il Financial Times citando un report di Goldman Sachs, i grandi investitori americani, come i fondi pensione e altri organismi istituzionali, hanno investito grosse somme sulla capacità di ripresa dell’Europa, aumentando la quota di titoli azionari esemplificativi dell’economia del Vecchio Continente nei propri portafogli e arrivando a riversare su di essi circa 65 miliardi di dollari, il massimo registrato negli ultimi 36 anni.
E la tendenza si è accentuata proprio negli ultimi mesi, quando i primi segnali di una tiepida ripresa economica, certificati anche dall’Eurostat, e i massimi segnati dagli indicatori della fiducia di imprese e consumatori dall’inizio della crisi hanno fatto lievitare, nonostante l’incertezza politica italiana e portoghese, il rischio default che ancora minaccia i Paesi periferici dell’eurozona e la spinosa questione dell’intervento militare in Siria, la voglia di scommettere degli investitori a stelle e strisce sulla reazione delle aziende europee alla crisi già nella seconda parte dell’anno.

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