Le misure della Banca centrale europea potrebbero valere per l’Italia un punto di Pil in più fino al 2016.
“Gli effetti sull’economia italiana dell’insieme delle misure adottate in giugno – ha dichiarato ieri il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, durante il suo intervento all’assemblea dell’Abi – potranno essere rilevanti. Mantenute nel tempo, le variazioni di interesse e del cambio che hanno fatto seguito agli annunci di quelle misure determinerebbe un aumento del Pil stimabile in circa mezzo punto percentuale da qui alla fine del 2016″.
Ad esso si aggiungerebbe, ha spiegato Visco, “un altro mezzo punto percentuale” se “gli intermediari sfrutteranno appieno il finanziamento consentito dalle nuove operazioni”, riferendosi principalmente al programma Ltro, che prevede nuove iniezioni di liquidità alle banche finalizzate all’erogazione del credito a imprese e famiglie.

“L’ammontare potenzialmente disponibile per le banche italiane è cospicuo – ha poi commentato il numero uno di palazzo Koch -, può superare i 200 miliardi lungo l’intero orizzonte del programma”.
Le misure annunciate a giugno dalla Bce, ha aggiunto Visco, mirano, tramite gli intermediari, ad aumentare i finanziamenti alle Pmi, “stimabili in circa 120 miliardi al netto degli scarti di garanzia”.
Il sistema creditizio, secondo il governatore della Banca d’Italia, “deve riguadagnare la fiducia del pubblico, deve dimostrare di saper svolgere appieno le funzioni che gli sono proprie, non facendo mancare il finanziamento a chi lo merita, sostenendo l’economia reale”, anche se “in Italia la ripresa stenta ad affermarsi” ed è necessario “completare le riforme per creare un ambiente favorevole alle imprese”.