Terzo calo consecutivo per le ore di cassa integrazione autorizzate e per le domande di disoccupazione.
Le ore di cassa restano comunque moltissime, così come le richieste di indennità per perdita dell’impiego, ma rispetto allo stesso periodo del 2013 l’Inps ha registrato un -24,3% per la cig a giugno e -20,5% per le domande di disoccupazione a maggio.
Rispetto a maggio 2014, inoltre, le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate dall’ente previdenziale sono diminuite del 12,7%.

A calare sono soprattutto le ore di cassa integrazione in deroga (-41,5%), ancora in attesa di rifinanziamento da parte del governo, ma colpiscono anche la diminuzione delle ore di cassa ordinaria (-20,3%) e di quella straordinaria (-16,4%).
Anche le domande di disoccupazione, si apprende dal rapporto Inps, restano tante (quasi 105.500) e si dividono tra 73mila richieste di Aspi, poco meno di 22.900 di mini Aspi, 9.174 di mobilità e 341 tra disoccupazione ordinaria e speciale edile.

“Per poter dire che siamo in presenza di un primo segnale di inversione di tendenza bisognerà vedere se sarà confermato nei mesi successivi”, il commento del segretario confederale della Cisl Luigi Sbarramette, che consiglia di evitare “facile ottimismi”.
“Per il momento – ha aggiunto – va assicurato immediatamente il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga per decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici che aspettano da troppo tempo”.
Sulla stessa linea il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy, che ha ricordato come “in sei mesi è stato superato il mezzo miliardo di ore di cassa integrazione. Richieste non dissimili, purtroppo, da quelle degli ultimi tre anni”.
“La crisi – ha sottolineato – continua a mordere la grande industria, le cui richieste di cig straordinaria assorbono il 54,7% del totale del semestre”.
E per il segretario confederale della Cgil Serena Sorrentino “i dati dimostrano che la diminuzione della cassa integrazione è un segno che la crisi continua e che le ricadute sul lavoro sono consistenti, visto che non c’è ripresa né economica, né dell’occupazione”.