Quest’anno il Pil crescerà di un risicato 0,3%, per salire dell’1,3-1,4% nel biennio 2015-2016.
È quanto si legge nel Rapporto di previsione Afo redatto dall’Ufficio analisi economiche dell’Abi e dagli Uffici studi delle principali banche operanti sul territorio nazionale e pubblicato ieri sul sito dell’Associazione bancaria italiana, che vede “schiarite all’orizzonte, sia sul piano economico sia su quello finanziario”.
Quest’anno, scrivono gli analisti delle banche italiane, il Pil crescerà soltanto del +0,3%, ma “nel biennio 2015-16 la crescita dovrebbe incrementarsi dell’1,3-1,4%”.
“Ciò significa – continua il Rapporto – che, pur in presenza di un ammontare rilevante di crediti deteriorati ci sono segnali di un ritorno all’espansione dei prestiti, che tenderà ad aumentare quanto maggiore sarà la ripresa degli investimenti e la caduta della rischiosità”.

Gli impieghi ai residenti, spiega l’Abi, scesi del 3% lo scorso anno, torneranno in terreno positivo già nel 2014 (+0,6%), per accelerare del +1,6% nel 2015 e del +2,6% nel 2016, seguendo la dinamica della crescita del Pil italiano.
La crescita delle sofferenze lorde, allo stesso tempo, dovrebbe subire una decisa battuta d’arresto passando dal +24% del 2013 al +17,4% previsto per quest’anno, fino a dimezzarsi a +8,9% nel 2015.
A favorire la ripresa del credito, sottolinea lo studio, saranno soprattutto “la maggiore domanda collegata alla crescita economica e un miglioramento della qualità del credito, anche per il tramite di una significativa riduzione del rischio del nuovo credito alle imprese le quali tuttavia rimarranno l’unico settore con valori ancora di rischiosità significativi”.