Confindustria gela l’ottimismo del governo Renzi.
Nel 2014 il Pil italiano, si legge nella Congiuntura flash del Centro studi degli industriali, registrerà una “crescita piatta”, ancora inferiore al +0,2% delle ultime stime.
“L’Italia – scrivono gli analisti di viale Astronomia – era in crisi prima della crisi e continua a esserlo”. “L’attenzione, ora, è rivolta al 2015, il cui risultato va costruito nella seconda metà di quest’anno”.
Tuttavia, “partendo da fermi l’impresa è più difficile, ma non impossibile se si agisce in prima battuta su credito, competitività e investimenti pubblici”, continua il documento del Centro studi, sollecitando ad intervenire con ancora più forza sul fronte delle riforme, unica via per ridare fiducia a famiglie e imprese.

Il Centro studi di Confindustria sposta poi l’attenzione sull’economia globale, che sta ripartendo grazie a Usa e alcuni mercati emergenti ma all’interno della quale l’export italiano ha un andamento molto altalenante, come evidenziato dalle recenti stime preliminari dell’Istat sulle esportazioni extra-Ue a giugno, -4,3% su maggio, quando erano invece aumentate del 5,4% rispetto al mese precedente.

E a proposito di Stati Uniti, ieri il Fondo monetario internazionale ha fatto sapere di aver tagliato le stime del Pil a stelle e strisce per il 2014 a +1,7%, a fronte del +2,8% stimato ad aprile e successivamente rivisto al ribasso al 2% a giugno.
Confermata, invece, la crescita del 3% per il 2015.
Il tasso di disoccupazione, scrive l’Fmi, quest’anno stazionerà al 6,4%, per poi calare al 6% nel prossimo.