Nei giorni scorsi, io e tanti altri vi abbiamo scritto o parlato di un Pil italiano in calo dello 0,1% nel primo trimestre del 2014. Questo valore medio a li vello nazionale amalgama situazioni diverse. Come spiega la responsabile dell’Ufficio studi di Unioncamere Piemonte Sarah Bovini “L’industria piemontese sta reagendo meglio di quella italiana“. Infatti la produzione industriale nella regione subalpina segna un +3,5%. Un risultato che dipende da un aumento dello 0,5% degli ordinativi interni unito ad un +4,5% di quelli esteri.

Per il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanellogli indicatori relativi all’export non sono una novità” – la produzione industriale era già in terreno positivo da due trimestri – quello che colpisce è che “pare essersi arrestata anche la caduta del mercato interno e questo segnale può far credere in una ripresa del tessuto produttivo locale che non può dipendere solo dall’export“. Attenzione però a far festa troppo presto: il responsabile dell’Ufficio studi di Confindustria Piemonte – si chiama Luca Pignatelli – ricorda che c’è ancora un ridotto utilizzo degli impianti ed una scarsa propensione agli investimenti. – e senza questi ultimi “non c’è una crescita vera“.

A trainare la crescita il settore  dei mezzi di trasporto: +19,7% se si guarda al fatturato. Un aumento dovuto in buona parte all’avvio della produzione delle Maserati a Grugliasco (il segno più deriva anche dal confronto conun trimestre particolamente brutto). Appare invece in difficoltà l’alimentare – male il mercato interno bene le esportazioni.

Altro elemento interessante è la crescita internazionale delle aziende piemontesi. Che hanno saputo anche compensare le difficoltà in Paesi come l’India, il Brasile, la Turchia, sperando che i problemi con la Russia si risolvano presto. E arrivano segnali incoraggianti anche dall’edilizia, con il ritorno al segno più nel’erogazione di mutui sulla casa.


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