Otto anni dopo, l’Italia ritorna ad essere tra i 25 paesi che attirano più investimenti esteri. Difficile dire quale sarà la causa: effetto Renzi o ottimismo per la ripresa della zona Euro?

Qualunque sia il motivo – direi più il secondo del primo – gli analisti della A.T. Kearney hanno piazzato alla ventesima posizione della classifica dei Paesi valutati secondo il Foreign Direct Investment Confidence Index. L’indice non valuta gli investimenti fatti e finiti entro una certa data – per il 2013 gli investimenti esteri in Italia sono stati valutati in circa 10 miliardi -, ma piuttosto sulla propensione degli investitori a muoversi verso un certo paese.

Secondo uno degli analisti della A.T. Kearney “nei confronti dell’Italia si sta sviluppando un sentiment di rinnovata stabilità“. Non bisogna pensare che questo posizionamento sia dovuto al fatto che gli investitori esteri pensino che il nostro paese sia in svendita. Secondo Luca Rossi, guida dell’area Emea di A.T. Kearney lo dimostra il fatto che tutto i marchi del lusso recentemente acquisiti dagli stranieri sono stati pagati il giusto prezzo, e non sottocosto”.

Più in generale, il 2014 è un anno positivo per tutti i paesi europei, mentre alcuni paesi emergenti pagano il prezzo di una certa assenza di stabilità – è il caso ad esempio della Russia, della Thailandia o della Turchia. Come rileva A.T. Kearney l’Italia pone un limite agli investimenti esteri rappresentato dal gran numero di Pmi che attirano sempre meno investimenti esteri…

Rientriamo nella top 25, ma davanti a noi restano paesi come il Sud Africa e soprattutto l’Etiopia

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