Secondo l’Istat, l’indice di fiducia dei consumatori raggiunge il valore di 106,3 contro i 105,5 di aprile. Il livello più alto da gennaio 2010. Si tratta del terzo rialzo consecutivo, e a trainare questi valori è la componente economica, ovvero i giudizi e le attese sulla situazione del Paese (in questo caso siamo addirittura ai massimi da marzo 2007).
Il clima economico passa da 115,3 a 118,1, ma migliorano anche i giudizi sullo stato personale, che passa da 100,6 a 102,0 (in questo caso rientrano giudizi sul bilancio familiare e le opinioni e prospettive sui propri risparmi. Se si guarda bene i consumatori sembrano mostrare più fiducia nel presente (da 101,6 a 104,6), mentre cede in qualcosa l’ottimismo per il futuro (da 109,4 a 108,9).
Se guardiamo alle differenze territoriali, il clima di fiducia migliora in tutto il paese, ma non nel Mezzogiorno. Le associazioni dei consumatori leggono a modo loro i dati. Per CodaconsI dati sulla fiducia dei consumatori comunicati oggi dall’Istat rappresentano solo un ‘abbaglio’ e non devono far sperare in una ripresa dei consumi“. E ancora “La crescita della fiducia dei consumatori significa solo che, per la maggioranza dei cittadini, non può andare peggio di così“, i consumi “sono ancora in calo, come risulta da tutti gli indicatori economici, e la caduta di acquisti e vendite proseguirà, purtroppo, per tutto il 2014“.
Stesso discorso per Federconsumatori ed Adusbef. Anche per loro i consumi saranno in calo durante il 2014. Ci troviamo davanti ad “una situazione a cui bisogna dare risposte immediate, non solo per il bene dei cittadini, ma anche per risollevare l’intera economia, che continua a risentire dei pesanti effetti derivanti dalla contrazione della domanda interna“.


photo credit: sean_hickin via photopin cc