Mediobanca e Unioncamere hanno presentato a Roma una ricerca sulle medie imprese che fa una fotografia della crisi. Le 3.594 medie imprese rimaste sul mercato, sono in grado di generare comunque il 15% del valore aggiunto dell’industria manifatturiera italiana - oltre che il 16% delle esportazioni. Tra le imprese sopravvissute c’è un’incidenza media delle vendite all’estero pari al 51% del fatturato complessivo.

Anche nel 2013 i risultati aziendali dipendere dai risultati fuori dei nostri confini, visto che gli ordini provenienti dall’estero dovrebbero aumentare per la metà (o poco meno esattamente il 49,9%) delle imprese. Ormai il mercato interno rischia di essere di secondaria importanza, visto che solo il 13,6% delle imprese si aspetta un rialzo della domanda nazionale rispetto al 2012 – mentre per il 31% delle imprese si dovrebbe assistere ancora ad una flessione.

Per questo il 20% delle imprese pensa di aumentare la forza lavoro in Italia – mentre per le sedi all’estero si pensa di aumentare l’occupazione nel 50% dei casi. Resta forte l’impatto del credit crunch. Nel 2013, il 43% delle imprese segnalano difficoltà nell’accesso al credito, un anno fa erano solo il 37% delle imprese. Nonostante i dati che vi ho raccontato, il 37,3% delle medie imprese italiane prevede per l’anno che sta per finire un incremento del fatturato - un anno fa erano solo il 26,6% -, e il 34% un aumento della produzione – un anno fa eravamo il 22,1%.

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