Il 2012 sarà un anno di ripresa per l’economia dell’Eurozona, ma il recupero avverrà in maniera solo graduale. E’ quanto si legge nel Bollettino mensile della Banca centrale europea di febbraio diffuso oggi. Per l’istituto centrale sulla crescita rimangono alcune incognite, legate in particolare alle tensioni ancora presenti sul debito sovrano. Nel documento si legge inoltre un appello ai Paesi dell’Area Euro ad affrontare riforme strutturali che riducano soprattutto le rigidità del mercato del lavoro presenti in alcuni Paesi.  Pubblichiamo di seguito alcuni estratti del Bollettino pubblicato oggi.

La crescita

E’ probabile che nel quarto trimestre del 2011 la crescita del PIL in termini reali sia stata molto debole. In base ai dati delle indagini congiunturali per gli ultimi due mesi, vi sono timidi segnali di stabilizzazione dell’attività su un livello modesto. In prospettiva, il Consiglio direttivo si attende che l’area dell’euro registri una ripresa economica molto graduale nel corso del 2012. I tassi di interesse a breve termine molto contenuti e tutte le misure adottate per promuovere il buon funzionamento del settore finanziario dell’area dell’euro sono di sostegno all’economia dell’area. Inoltre, le tensioni presenti nei mercati finanziari si sono attenuate in risposta alle misure di politica monetaria del Consiglio direttivo, ma anche ai progressi compiuti verso il rafforzamento del quadro di governance dell’area dell’euro e all’intensificazione del risanamento dei conti in diversi paesi dell’area. Tuttavia la moderata espansione della domanda a livello mondiale, le perduranti tensioni nei mercati del debito sovrano dell’area dell’euro e il loro impatto sulle condizioni di credito, nonché il processo di risanamento dei bilanci nei settori finanziario e non finanziario continuano a frenare la dinamica di fondo della crescita nell’area.

I rischi

Tale prospettiva è soggetta a rischi al ribasso.  Questi sono connessi, in particolare, alle tensioni nei mercati del debito dell’area dell’euro e alla loro potenziale propagazione all’economia reale dell’area; inoltre riguardano eventuali andamenti sfavorevoli dell’economia mondiale, rincari delle materie prime superiori alle ipotesi, spinte protezionistiche e una possibile correzione disordinata degli squilibri internazionali. I rischi per le prospettive di medio periodo circa l’evoluzione dei prezzi permangono sostanzialmente equilibrati. Quelli verso l’alto riguardano incrementi superiori alle ipotesi delle imposte indirette e dei prezzi amministrati, nonché rincari delle materie prime. I principali rischi al ribasso sono invece connessi all’impatto di una crescita più debole delle attese nell’area dell’euro e a livello mondiale.

La necessità di riforme strutturali

Una combinazione di riforme strutturali e disciplina di bilancio è essenziale per promuovere la fiducia e instaurare un contesto favorevole alla crescita sostenibile. Per quanto concerne le politiche di bilancio, i governi di tutti i paesi dell’area dell’euro devono continuare ad adoperarsi al massimo per assicurare la sostenibilità dei conti pubblici. È fondamentale che tutti i paesi aderiscano agli obiettivi di bilancio annunciati per il 2012. Ciò dovrebbe contribuire ad ancorare le aspettative su politiche di bilancio sane e a rafforzare la fiducia. Per quanto riguarda le riforme strutturali, queste sono fondamentali per potenziare la capacità di aggiustamento e la competitività dei paesi dell’area dell’euro, rafforzando quindi le prospettive di crescita e la creazione di posti di lavoro. In particolare occorre realizzare riforme ambiziose e di ampia portata a favore della concorrenza nei mercati dei beni e soprattutto dei servizi; al tempo stesso dovrebbero essere ridotte le rigidità nel mercato del lavoro e dovrebbe essere accresciuta la flessibilità salariale.