La Bce lascia i tassi invariati allo 0,25% e il presidente Mario Draghi (foto by InfoPhoto) si dice pronto a sostenere la ripresa dell’Eurozona iniettando nuova liquidità sui mercati come ha fatto la Federal Reserve per sorreggere le banche Usa.
Di fronte a tassi di disoccupazione troppo alti e ad uno scenario economico ancora eccessivamente incerto, ha spiegato ieri Draghi da Francoforte, è difficile poter parlare di vera ripresa, “ma piuttosto di risanamento, anche se ci sono segnali di miglioramento”, per cui “la Bce è pronta a nuove iniezioni di liquidità” per stimolare la crescita.
L’idea è quella di lanciare un nuovo piano di finanziamento per l’acquisto di titoli di Stato e bond dei Paesi dell’Eurozona (Ltro) con il quale garantire anche nuova liquidità al circuito bancario (e al settore creditizio, in particolare).

Modello Fed. “Il quantitative easing, ovvero l’acquisto di bond e altre attività sul modello della Fed, rientra nel mandato della Bce” ha chiarito il numero uno dell’Eurotower.
Draghi ha poi parlato della possibilità di acquistare debiti privati, che nell’Eurozona passano attraverso gli istituti di credito, sostenendo che è giunto il momento di pensare anche a far ripartire, dopo una revisione dell’attuale normativa, le Asset backed Securities (Abs), i titoli emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione dei crediti (come muti e prestiti) congelati all’avvio della crisi.
Per la ripartenza delle Abs, ha aggiunto, “la Bce presenterà assieme alla Bank of England un paper ai prossimi incontri del Fondo monetario internazionale”.