Il governatore della Bce Mario Draghi, dopo la decisione dell’istituto centrale europeo di lasciare invariati i tassi di interesse allo 0,25%, ha parlato di modesta ripresa dell’economia e di stretto controllo del rischio deflazione, dichiarando che la Banca centrale europea è “pronta ad intervenire in maniera decisa, se necessario”, soprattutto se l’Europa fosse investita dalle turbolenze sui mercati emergenti.
Rischi sull’area euro comunque al ribasso, ha poi specificato il numero uno dell’Eurotower.

Sotto controllo emergenti e deflazione. “La Banca centrale europea monitora attentamente gli sviluppi sui mercati emergenti ed è pronta ad azioni decisive se necessarie”, ha dichiarato ieri il governatore della Bce, Mario Draghi, ridimensionando, allo stesso tempo, il pericolo deflazione nel Vecchio Continente (“calo generale dei prezzi”).
Draghi vede però timidi segnali di ripresa, “incoraggianti”, ma che vanno letti con “cautela”: “sul fronte della domanda – ha osservato -, non ci sono segnali di indebolimento”, ma la dinamica resta “complessa”.
Per il 2014, ha poi spiegato, uno degli obiettivi principali della Bce sarà comunque quello di “tenere sotto controllo l’inflazione, sotto il 2%”, che a gennaio è risultata allo 0,7%, contro lo 0,8% di dicembre: una riduzione dovuta al calo del costo dell’energia, ma che non esclude una tendenza al rialzo.
In ogni caso, ha aggiunto, “non ho per nulla un atteggiamento ‘cool’ davanti all’attuale livello d’inflazione, che è un rischio per la ripresa”.

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