Neanche quest’anno l’Italia uscirà dalla recessione.
Dopo l’Ocse e Standard & Poor’s, anche il Centro studi di Confindustria certifica la mancata crescita dell’economia italiana nel 2014 tagliando le stime sul Pil.
Per gli analisti di viale Astronomia, si legge nel rapporto ‘Scenari economici’ presentato ieri, il Prodotto interno lordo italiano quest’anno calerà dello 0,4%, in linea con le nuove previsioni dell’Ocse, mentre solo il prossimo anno ci sarà una lieve ripresa, +0,5%.
Le precedenti stime di Confindustria, pubblicate nel rapporto di giugno, fissavano invece un aumento del Pil dello 0,2% per il 2014 e dell’1% per il 2015.
“Si può e si deve reagire tempestivamente con misure di rilancio della competitività e degli investimenti: i risultati arriverebbero rapidamente”, il commento del Centro studi, che “punta sul ritorno alla crescita del Pil dal primo trimestre del 2015”.

Piena recessione. Il rapporto deficit/Pil, scrive il Centro studi di Confindustria, quest’anno peggiorerà e rischierà di sforare il target del 3%, mentre nel 2015 si manterrà a quota 2,9%.
Il rapporto debito/Pil, inoltre, salirà al 137% nel 2014 dal 132,6% del 2013, per impennarsi a quota 137,9% nel 2015.
La crescita dei prezzi al consumo quest’anno sarà di poco superiore allo zero (+0,3%) e si muoverà di pochissimo nel prossimo (+0,5%), contro l’aumento, rispettivamente, dello 0,5% e dello 0,9% delle stime di giugno.
Il tasso di disoccupazione, ancora, rimarrà al 12,5% nel 2014 e nel 2015, mentre gli investimenti quest’anno continueranno a calare (-2,3%), per ripartire solo nel prossimo (+0,8%).