Anche a giugno gli investitori internazionali hanno continuato a vendere gli asset finanziari Usa, confermando un ritorno della voglia del rischio con il lieve miglioramento dell’economia.
Nel mese di giugno le vendite di asset hanno infatti superato gli acquisti, generando un’uscita di capitali per 66,9 miliardi di dollari.
Con 1.276 miliardi di dollari di asset, la Cina si conferma il maggior creditore estero degli Stati Uniti.

Il ritorno di un moderato ottimismo sembrerebbe comprovato anche dai dati ufficiali riguardanti la richiesta di sussidi e l’andamento dell’inflazione resi noti lo scorso giovedì dal Tesoro.
Le richieste di sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti la scorsa settimana sono scese infatti di 15.000 unità toccando quota 320.000, il livello più basso dal 2007.
I prezzi al consumo a luglio sono saliti dello 0,2%, in linea con le attese degli analisti, facendo registrare il terzo aumento consecutivo, dopo l’ottimo +0,5% messo a segno in giugno. Al netto di energia e alimentari, l’inflazione è salita sempre dello 0,2%.

La National Association of Home Builders, sempre giovedì, infine, ha fatto sapere che la fiducia dei costruttori edili ha toccato i massimi dal 2005, salendo ad agosto a quota 59: il dato, per l’associazione dei costruttori, confermerebbe la ripresa in atto del mercato immobiliare.

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