Il governo dimissionario Monti ha tergiversato per un po’… Poi ha rotto gli indugi. Il primo provvedimento è rappresentato dalla sblocco di quaranta miliardi di pagamenti arretrati della Pubblica Amministrazione… Ma il governo con lo stallo politico ora si deve occupare anche dell’aumento Iva di luglio e della Tares.

Questa sigla – per i pochi non lo sanno – indica la nuova tassa sui rifiuti che sostituirà la precedente Tarsu o Tia. Dovrà entrare in vigore il primo luglio. Difficilmente si potrà ridurre o eliminare, in questi giorni si sta lavorando per dilazionare la sua applicazione al primo gennaio del 2014. La prima a lanciare l’idea ufficialmente è stata la presidente della Camera Laura Boldrini in una lettera a Mario Monti.

Il problema è che questa imposta si aggiunge a tutta un’altra serie di balzelli: la prima rata dell’Imu, le addizionali dell’Irpef, per non parlare del possibile aumento dell’Iva di un punto – dal 22 al 23%. Questa misura secondo la Confcommercio potrebbe dare la mazzata finale all’economia in recessione.

Secondo molti questo aumento avrebbe l’effetto di provocare una contrazione dei consumi, riducendo il gettito finale… Per questo si vuole cercare di congelare questo aumento. Vedremo gli sviluppi…

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