Quando si parla di rinegoziazione di un mutuo si intende una modifica di alcune clausole del contratto di finanziamento tra la banca ed il mutuatario – ovvero il cliente. In genere prevede modifiche – più convenienti per il soggetto finanziato – nella durata, nel tasso – si può anche passare da tasso variabile a tasso fisso per proteggersi da eventuali rischi legati ad eccessivi oscillazioni nel costo del denaro – o negli intestatari del mutuo. Si possono anche modificare dei costi secondari che possono essere rappresentati dalle spese d’istruttoria, delle spese di incasso rata, delle modalità di pagamento, e così via.

Con la rinegoziazione vengono modificate le condizioni di un mutuo contratto precedentemente, se nel frattempo sono intervenute delle modifiche importanti alle condizioni del mercato creditizio – per esempio una significativa riduzione dello spread. Se si vuole rinegoziare il proprio mutuo bisogna spedire alla banca una domanda in forma scritta nella forma di raccomandata con ricevuta di ritorno. A questa missiva l’agenzia bancaria deve obbligatoriamente dare una risposta – lo dice la legge.

La rinegoziazione può essere condotta attraverso un semplice scambio di corrispondenza tra banca e cliente, e non è necessaria la presenza di un notaio. Per concluderla basta un accordo scritto tra le parti – senza costi o la perdita di eventuali agevolazioni fiscali per il mutuatario. Questo istituto non deve essere confuso con la surroga o la sostituzione del mutuo – in questi due ultimi casi si chiude un finanziamento e se ne apre un altro.

Se la banca con cui abbiamo acceso il mutuo non intende procedere alla rinegoziazione del mutuo, il debitore può sempre scegliere di rivolgersi ad un altro istituto di credito ed ottenere una surroga (anche in questo caso si eviteranno tutte le spese, grazie alla portabilità del mutuo disciplinata nel 2007 dalla legge Bersani) – questa possibilità può anche essere utilizzata per fare pressione sulla propria banca al momento della rinegoziazione del mutuo.