Fare la raccolta differenziata a casa non è soltanto una questione di civiltà ma un modo per risparmiare qualcosa, negli anni, sulla tassa dei rifiuti.

In realtà il costo dei servizi offerti dalle città subirà dei rincari inseriti nella manovra economica. Facciamo una panoramica della situazione in Italia. Riguardo la tassa sui rifiuti è curioso notare come gli aumenti maggiori e le tariffe più elevate siano quelle di Napoli dove il problema rifiuti è davvero ingombrante.

La tariffa pagata dai cittadini partenopei è il 48,4 per cento più alta della media nazionale. Rispetto ad un comune del centro-nord come Firenze, i napoletani pagano più del doppio per lo smaltimento dei rifiuti.

Una dinamica simile si riproduce nel settore del trasporto pubblico.

Confartigianato, in una recente indagine fa un confronto tra Palermo e Milano. Nel capoluogo siciliano il trasporto pubblico, pur non essendo un capolavoro di efficienza, è molto costoso:515 euro è il prezzo di 10 abbonamenti.

A Milano per lo stesso carnet, i pendolari pagano 338 euro che vuol dire il 52,3 per cento in meno.

La radice di queste anomalie è rintracciata nella scarsa concorrenza tra i fornitori.

Tant’è vero che considerando un pacchetto di servizi che comprende trasporto pubblico, rifiuti, acqua ed energia, la città più cara d’Italia è Palermo.