I cittadini stranieri che lavorano in Italia con un regolare permesso di soggiorno sono una risorsa per l’economia del paese e sono equiparati agli italiani anche dal punto di vista fiscale. Se non per il costo del permesso di soggiorno. Soggiornare in Italia sarà più caro. Una legge firmata dall’ex Ministro Maroni, impone un c anche sul rinnovo e sulla richiesta del documento che consente agli stranieri di vivere e lavorare in Italia.

La stangata arriva anche per gli stanieri che regolarmente sono entrati nel nostro paese per ricongiungersi con i famigliari o semplicemente per ragioni lavorative. A dirlo è un decreto del 6 ottobre pubblicato nell’ultima Gazzetta Ufficiale del 2011, la n. 304 del 31 dicembre.

A partire dal 30 gennaio 2012 sarà chiesto un contributo a carico agli stranieri che devono richiedere o rinnovare il permesso di soggiorno. Il contributo era già parte di un’altra normativa del 2009 che introduce dal 10 marzo prossimo il cosiddetto “permesso a punti“.

Oltre alla marca da bollo di 14,62 euro, oltre alle spese postali di 30 euro e oltre al prezzo della produzione del documento elettronico pari a 27,50 euro, si dovranno pagare 80 euro per il permesso di soggiorno con validità da 3 mesi ad un anno, 100 euro per i permessi da uno a due anni e 200 euro per il permesso Ce per i soggiornanti di lungo periodo (senza scadenza).