L’allarme lanciato venerdì scorso dai Comuni, che si dichiaravano impossibilitati a pagare gli stipendi di settembre senza i 2,4 miliardi di mancato gettito conseguente alla cancellazione della prima rata Imu, ha prodotto i suoi effetti.
Ieri sera il governo, con il decreto del ministero dell’Interno, di concerto con il ministero dell’Economia, sulla “ripartizione del contributo ai Comuni per il ristoro del minor gettito Imu”, ha stanziato infatti una somma pari a 2,3 miliardi di euro.

L’allarme stipendi era stata sollevato dal presidente dell’Anci, Piero Fassino, in audizione davanti alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera.
Nessun allarme stipendi, né per i servizi essenziali – ha riferito ieri sera il ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio a margine della riunione della Conferenza Stato-Città al Viminale -. Il premier Letta e il governo mantengono gli impegni presi con gli enti locali. Con il decreto di oggi mettiamo a disposizione gli oltre 2,3 miliardi per l’Imu 2012 venuti a mancare nel 2013 con l’abolizione della prima rata”.
Un’altra buona notizia – ha aggiunto il ministro – è la sigla di un accordo di solidarietà che prevede la predisposizione di un fondo di solidarietà di circa 6.900 milioni e il riconoscimento, con apposito intervento legislativo, di un ulteriore importo di 120 milioni“.