Ormai siamo ad un passo dalla scadenza fatidica del primo agosto. Dall’inizio del prossimo mese l’Inps pagherà il bonus previsto dal governo Renzi come parziale rimborso delle rivalutazioni mancate – relative alle annate 2012 e 2013. Tutto è nato con la decisione del governo Monti di bloccare l’adeguamento delle pensioni Inps all’inflazione per chi percepiva un importo superiore a tre volte la pensione minima. Questa scelta è stata impugnata davanti alla Corte Costituzionale che l’ha dichiarata incostituzionale con la sentenza numero 70/2015 emessa lo scorso 30 aprile – e che è diventata operativa l’8 maggio dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Alla mossa della Consulta il governo Renzi ha risposto con il Dl pensioni da poco approvato in Parlamento. Com’è stato spiegato già in diverse occasioni, l’esecutivo ha deciso di delimitare la platea dei beneficiari dell’adeguamento e di non restituire tutto il mancato adeguamento. Riceveranno quindi il bonus pensioni solo chi ha una pensione tra tre e sei volte l’importo della pensione sociale – nel 2015 è stata fissata in 448,52 euro al mese. Chi sta al di sotto di tale soglia ha già percepito gli adeguamenti legati all’inflazione, mentre chi sta al di sopra degli importi fissati dal governo continuerà a non avere benefici dal nuovo provvedimento – per cui si può ragionevolmente prevedere che ci sarà chi cercherà di impugnare anche questo provvedimento davanti alla Corte Costituzionale.

Il bonus sarà di 700 euro per chi percepisce tre volte la pensione sociale, e diminuirà con l’aumentare della pensione che si percepisce. Il valore medio che dovrebbe percepire ogni pensionato della platea dei beneficiari sarà pari a circa 500 euro. Per ricevere tale rimborso non serve fare nulla, perché verrà accreditato nel mese di agosto. Bisognerà fare una richiesta – se ne dovranno occupare gli eredi – presso l’Inps solo se il pensionato è deceduto dopo il 2013.