Da un paio di anni, l’Agenzia delle Entrate dà la possibilità di presentare il modello 730 anche se il contribuente, titolare di redditi di lavoro dipendente – e assimilati, nell’anno di presentazione della dichiarazione dei redditi non ha più un sostituto d’imposta – ovvero un datore di lavoro. In questo modo, il soggetto che deve incassare un rimborso fiscale può ottenerlo direttamente dall’Amministrazione finanziaria.

Teoricamente è possibile presentare il 730 anche in presenza di un debito verso l’erario – in questo caso bisogna presentarlo attraverso un Caf, un commercialista o un esperto contabile.  Il contribuente dovrebbe utilizzare un F24 per pagare quanto ancora deve all’erario e consegnarlo a chi presta assistenza fiscale entro dieci giorni dalla scadenza del termine di pagamento in modo che questi abbia il tempo per trasmetterlo all’Agenzia delle Entrate.

Questa possibilità è solo teorica perché al contribuente che si trova in questa situazione conviene presentare il modello Unico, che permette di pagare il conguaglio più tardi – il termine di presentazione del 730 è il 7 luglio, quello dell’Unico è il 30 settembre. Chi vuole ottenere tempi di erogazione dei rimborsi più veloci deve chiedere l’accredito di tali sul proprio conto corrente bancario o postale. Per questo è necessario comunicare il proprio Iban all’Agenzia delle Entrate.

Per questo è necessario presentare il modello per l’accredito dei rimborsi su conto corrente – lo potete trovare qui e presentarlo in via telematica, – se si dispone del pin dispositivo – attraverso l’App, o ancora presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Se non si comunica un Iban, l’Agenzia delle Entrate utilizzerà per i pagamenti dei vaglia cambiari non trasferibili della Banca d’Italia. Ovviamente è possibile anche cancellare o modificare l’Iban che abbiamo comunicato al Fisco.