L’operazione di salvataggio della Fondiaria Sai continua ad alimentare il “gossip” finanziario. Adesso è in pole position una nuova offerta migliorativa sul gruppo Ligresti. La scadenza è fissata per l’8 marzo. Il prossimo mese il consiglio di amministrazione dovrà pronunciarsi sulla proposta. 

Stavolta il salvataggio della Fondiaria Sai potrebbe essere affidato all’opera dei fondi Palladio e Sator che sono stati autori di una proposta migliorativa sul gruppo Ligresti rispetto a quella fatta da Unipol. Di base c’è la volontà di “investire” risorse fino a 450 milioni di euro.

Questa ristrutturazione prevede un aumento riservato da 400 milioni di euro e 50 milioni in opzione. L’operazione in più, farebbe sì che i fondi Sator e Palladio conquistino la maggioranza della società. L’ultima parola spetta al consiglio di amministrazione della holding che deve valutare la proposta e rispondere entro l’8 marzo.

Le finanziarie guidate da Matteo Arpe e Roberto Meneguzzo, se l’operazione dovesse concludersi a loro favore, dovrebbero ottenere la maggioranza della società. Subito dopo si potrebbe pensare alla ristrutturazione del debito Premafin.

L’idea è quella di cedere anche agli istituti di credito con cui la holding è indebitata, una parte delle azioni, quindi trasformare i crediti in titoli.

Tutti i soldi “in avanzo” sarebbero poi usati per l’aumento di capitale di Fonsai. Finora quest’aumento era pensato per 1,1 miliardi di euro ma potrebbe essere inferiore alle attese di circa 200 milioni.