La Spagna ha vissuto una situazione analoga a quella italiana. Anche nella Penisola Iberica il premier si è dimesso prima della fine dell’anno. Ci sono state delle elezioni e il neopremier, Mariano Rajoy, ha dovuto affrontare immediatamennte l’argomento lavoro. In queste ore è stato deciso come riformare il mercato del lavoro spagnolo. Alcuni provvedimenti sono simili a quanto previsto dai nostri leader per il Belpaese. L’obiettivo, anche nel caso di Rajoy, è di rendere il lavoro più flessibile.

In più Rajoy vorrebbe diminuire anche il numero di disoccupati. L’indice in questione, infatti, ha sfiorato la quota record di 22,85%.

Per mettere in pratica questi “buoni propositi”, una delle misure approvate è stata l’introduzione di un’indennità di lincenziamento meno cara, in relazione agli imprenditori. Attualmente l’indennità è pari a 45 giorni per ogni anno lavorato, con la riforma i giorni contabilizzati saranno 30 per anno.

Il governo ha poi pensato un nuovo contratto a tempo indeterminato per i lavoratori autonomi e per le PMI che hanno meno di 50 dipendenti.

La riforma spagnola del mercato del lavoro prevede anche incentivi fiscali per le aziende che assumono ragazzi che non hanno ancora compiuto 30 annie disoccupati di lungo periodo.

Tutte iniziative che potrebbero diventare “d’esempio” per i politici italiani in procinto di riformare il nostro mercato del lavoro.