Un provvedimento che, se dovesse effettivamente trasformarsi in legge, incontrerà resistenze enormi: i sindacati dei dipendenti statali sono già sul piede di guerra. La bozza del disegno di legge sulla riforma della pubblica amministrazione, che dovrebbe venire approvata dal Consiglio dei ministri il 13 giugno, prevede la mobilità obbligatoria per i dipendenti pubblici entro 100 Km dal posto di lavoro precedente. Vengono inoltre tagliati i permessi sindacali e ci sarà il blocco degli incarichi dirigenziali per chi è in pensione.

Per quanto riguarda le assunzioni, potranno essere effettuate esclusivamente attraverso concorsi pubblici annuali. Sono nulli i concorsi tenuti con procedure diverse da quelle del testo di riforma ed eventuali assunzioni da questi derivanti. Tra i 26 articoli della bozza si trova anche un provvedimento sugli appalti pubblici: se un concorrente non ha i requisiti necessari, l’autorità di vigilanza può escluderlo dalla gara e sospenderlo per un periodo massimo di tre anni dalla partecipazione a tutte le gare pubbliche.