Il governo Renzi sta lavorando alla riforma delle pensioni e anche se un accordo definitivo su tutti i punti non sembra ancora essere stato raggiunto, sembra che alcuni aspetti di questa riforma stiano per raggiungere orizzonti più chiari. Ad esempio in materia di flessibilità sulle pensioni: il Ministro Poletti avrebbe infatti specificato che lasciare il lavoro prima, per andare in pensione con anticipo rispetto a quanto stabilito dalla Legge Fornero, potrebbe essere possibile ma non senza un costo (ossia, chi deciderà di fermarsi in anticipo dovrebbe aspettarsi un assegno più basso, con una parziale compensazione da parte dello Stato).

Riforma pensioni: novità sulla flessibilità

Sembra essere proprio questa la novità più interessante perché fino a questo momento non era mai ventilata l’ipotesi che lo Stato potesse mettere a disposizione dei fondi per parziali compensazioni. Novità sembrerebbero esservi anche sul fronte dell’entità del taglio che l’assegno dovrebbe subire in caso di pensione anticipata: non più un taglio fisso del 2 per cento per ogni anno di anticipo rispetto all’età consueta per andare in pensione, bensì una percentuale che cresce con l’aumentare degli anni in anticipo con cui si sceglie di interrompere l’attività lavorativa. Un modo, questo, che permetterebbe allo Stato di risparmiare costi sulla parziale copertura dell’assegno e che apparirebbe certamente più equo.

Riforma pensioni: entità dell’assegno

Uno dei nodi principali da sciogliere in materia di riforma delle pensioni, sembra essere proprio l’entità dell’assegno per chi decide di anticipare la pensione. Il governo starebbe studiando vari meccanismi per fare salire l’entità dell’assegno previdenziale ma l’intervento dovrebbe riguardare tutti gli assegni, non soltanto quelli di chi deciderà di andare in pensione prima rispetto al dovuto.