In attesa di avere sul tavolo la riforma delle pensioni che sarà attuata dalle forze politiche, le ipotesi su quelle che dovranno essere le misure da prendere si moltiplicano di giorno in giorno. Al Forum Ambrosetti, a cui ha preso parte anche il Premier Matteo Renzi, il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti avrebbe confermato che nella prossima manovra dovrebbero essere presenti misure per favorire l’aumento di alcune pensioni minime.

Le pensioni più basse, infatti, non saranno tutte automaticamente alzate. E per far sì che alcune vengano “aiutate”, bisognerà senz’altro trovare forme e modalità adatte. A contare sarebbe soprattutto il fatto che il governo, per operare in tal senso, avrebbe a disposizione circa due miliardi di euro, una somma che non potrebbe coprire effettivamente tutti i reali beneficiari e che per questo motivo richiederebbe che gli stessi vengano “sfoltiti”. Con lo scopo finale, ovviamente, di far aumentare le pensioni minime a chi davvero ne ha più necessità.

Per sfoltire il numero di coloro che avrebbero diritti all’aumento, il governo potrebbe decidere di eliminare dalla lista dei beneficiari, ad esempio, coloro che hanno sì una pensione minima ma anche un assegno di reversibilità. Oppure, in alternativa o in aggiunta, si potrebbe guardare al reddito complessivo della famiglia e non solo a quello dei singoli individui che la compongono.

Fra gli altri provvedimenti che potrebbero diventare effettivi, la ricongiunzione gratuita dei contribuiti per quei lavoratori che li hanno versati in fondi diversi e la cancellazione della penalizzazione per i lavoratori che possedendo quarant’anni di contributi versati, vogliano andare in pensione a 52 anni.