il governo Renzi, con l’obiettivo di rendere flessibile la legge Fornero sta pensando di realizzare una mini riforma pensioni con la legge di Stabilità per l’anno ventura, e per questo sta valutando diverse opzioni con l’obiettivo di consentire il pensionamento 2 o 3 anni prima delle soglie previste dal ministro del Lavoro del governo Monti, ovvero 66 anni e 7 mesi - con l’eccezione delle lavoratrici del settore privato che possono andare in pensione a 65 anni e 7 mesi. Si può andare in pensione prima di tale termine solo se si dispone di un’anzianità contributiva 42 anni e 10 mesi – grazie alla cosiddetta “pensione anticipata“.

Per avere un quadro più chiaro bisognerà aspettare ancora qualche settimana. Oggi si può dire che l’ipotesi al momento più gettonata che si starebbe valutando all’interno della cabina di regia economica di Palazzo Chigi poggi sul prestito pensionistico con il coinvolgimento del sistema bancario-assicurativo. Il lavoratore potrebbe chiedere un anticipo della propria pensione – in formato ridotto – che sarebbe erogato dalle banche attraverso l’Inps. Una volta arrivato alla pensione il lavoratore restituirebbe il prestito, sempre attraverso l’Inps, in piccole rate trattenute sull’assegno erogato dall’ente pensionistico. L’utilizzo di questa possibilità potrebbe essere previsto anche solo per le persone che perdono, o hanno perso, il lavoro a pochi anni dalla pensione. In alcuni casi potrebbe essere previsto un esborso anche da parte delle aziende – come sta avvenendo per il part time agevolato.

L’altra opzione che verrebbe percorsa è quella di andare in pensione prima della soglia di vecchiaia con una riduzione del 3-4% dell’assegno per ogni anno di anticipo. – in alternativa si potrebbe avere diritto al versamento di un assegno ridotto in forma fissa – qualcosa come 600-800 euro. in entrambi i casi ci sarebbe l’ipotesi che in una prima fase questo intervento possa essere destinato ad una platea ridotta. Questa flessibilità verrebbe garantita solo ai lavoratori in esubero nelle crisi aziendali, ai disoccupati over 62 e ai soggetti impiegati in mansioni usuranti.

Il terzo punto su cui starebbe lavorando il governo riguarderebbe la cosiddetta “opzione donna“. L’ultima legge di Stabilità ne ha stabilito un estensione fino al 2018. Il governo potrebbe prolungare tale opzione più a lungo nel tempo, oppure potrebbe impiegare le risorse non utilizzate per interventi con finalità analoghe. Allo studio c’è anche un estensione della no tax area per i pensionati – che si tradurrebbe comunque in un risparmio Irpef abbastanza contenuto.