Dietrofront del governo sul pensionamento degli insegnanti che avevano maturato la famigerata ‘quota 96’ nell’anno della riforma Fornero.
Ieri la commissione Affari costituzionale ha infatti dato il via libera a quattro emendamenti soppressivi presentati dall’esecutivo, tra i quali, appunto, quello sul no alla salvaguardia della cosiddetta ‘quota 96’, il provvedimento introdotto in Commissione con un emendamento al decreto di riforma della Pubblica amministrazione che dal primo settembre avrebbe sbloccato 4mila pensionamenti nella scuola.
L’emendamento sulla cosiddetta ‘quota 96’, ha chiarito poi il premier Matteo Renzi, aveva poco a che fare con il decreto ed è stato giusto toglierlo dal testo.
Sul tema, ha poi aggiunto Renzi, per la fine di agosto il governo sta preparando un intervento su una platea più ampia dei 4mila insegnanti.

Via libera della commissione Affari costituzionali anche agli emendamenti soppressivi della revisione dei limiti di età pensionabile per docenti universitari e primari ospedalieri, eliminando il tetto dei 68 anni inserito di recente con un emendamento al decreto di riforma della Pa e confermando l’uscita obbligatoria a 70 anni prevista dalla legge Gelmini, e della cancellazione delle penalizzazioni fissate dalla legge Fornero per le uscite anticipate dal lavoro.
Decisivi i rilievi della Ragioneria dello Stato sulle coperture delle misure.