La riforma economica, o meglio la manovra di agosto, ha ottenuto il primo via libera al Senato per questo l’Agenzia delle Entrate e i maggiori quotidiani economici stanno cercando di capire cosa e come cambierà l’IVA in Italia nei prossimi mesi.La novità è nell’aumento di un punto percentuale dell’IVA ordinaria che passa dal 20 al 21 per cento.

Beni e servizi maggiormente interessati dal cambiamento sono le cessioni e le prestazioni di servizi.

Sempre che questi “prodotti” (per usare un termine improprio) non siano inseriti in una aliquota “agevolata” al 4 o al 10 per cento.

Il problema è che per capire chi dovrà aggiornare l’applicazione IVA sono usati elenchi  che adottano una vecchia terminologia non semplice da capire.

In più c’è da dire che l’IVA al 21 per cento scatta dalle ore 24 del giorno successivo a quello della pubblicazione della manovra sulla Gazzetta Ufficiale.

E per chi ha delle “questioni economiche aperte” si applica la vecchia o la nuova aliquota? La risposta si trova nel concetto di “effettuazione” di un’operazione.

Per la cessione degli immobili, per esempio, si applica l’Iva nuova se la stipulazione, spesso coincidente con il rogito, è avvenuta dopo la pubblicazione della legge.

Per la cessione dei beni mobili si fa riferimento alla data di consegna o spedizione, per le prestazioni di servizi alla data di pagamento.

Per quel che riguarda invece i movimenti anticipatori la data a cui far riferimento è quella dell’incasso del corrispettivo o quella della fatturazione.