L’India come la Cina è un mercato emergente che affascina ma allo stesso tempo fa paura. Le notizie degli ultimi giorni riguardano la decrescita del Pmi cinese  e la riforma indiana del retail.Abbiamo già parlato altrove del fatto che l’indice della produzione industriale cinese sia in calo. Una flessione che tocca anche le esportazioni, diminuite nei flussi con il Vecchio Continente e con l’America, entrambe interessante dalla crisi.

Ma l’ultima notizia in ordine cronologico è la decisione del governo indiano di riformare il commercio. In pratica si apre al retail per alimentare e far crescere un mercato di scambi che oggi vale circa 450 miliardi di dollari.

Molti gli stranieri impegnati nell’operazione.  Si pensi soltanto che la suddetta riforma prevede un’apertura maggiore agli investimenti stranieri, sia che gli imprenditori del resto del mondo vogliano coltivare un settore monomarca di negozi, sia che si tratti di un multibrand. In quest’ultimo caso ci  sono delle complicazioni.

Per quel che riguarda le categorie merceologiche, si punta molto sui beni di lusso e sui supermercati. Per quanto riguarda i beni di lusso è probabile che i marchi di tutto il mondo tornino a controllare le catene di negozi indiani anche grazie agli imprenditori locali.

Riguardo le catene di supermercati, tolti i vincoli, molte aziende potranno aprire diversi centri nei paesi più grandi del mondo.