Il riordino del catasto è appena iniziato che già si moltiplicano gli allarmi – da una parte con questa politica non c’è da stare tranquilli, e dall’altra gridare “al lupo, al lupo” è un po’ uno sport tipico degli italiani… Vero è che con l’allineamento delle rendite catastali ai valori di mercato, le prime potrebbero subire un sostanziale ritocco verso l’alto. C’è già chi si lancia in stime azzardate – tutto verrà moltiplicato per dieci… Può essere, ma questo dovrebbe valere solo per quegli immobili nei centri storici che sono censiti nella categoria A5 (ultrapopolari), ma in realtà sono diventate delle abitazioni di pregio.

E comunque la legge delega fiscale che ha dato il via a questo meccanismo, ha stabilito che questo riordino deve avvenire ad invarianza di gettito. Vista la discrezionalità che è stata lasciata ai singoli sindaci, molto dipenderà da come loro rimoduleranno aliquote e agevolazioni delle imposte una volta concluso il restyling. Il rischio è che senza un controllo attento dei mass media (se non ci sarà come credo la creazione di vincoli precisi per le amministrazioni locali), la politica locale possa determinare un ulteriore aggravio delle imposte sulla casa.

Una possibilità potrebbe essere quello di impugnare al Tar la delibera comunale se fosse contraria alla legge.

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