La Svizzera è pronta a firmare un accordo con l’Italia per lo scambio automatico di informazioni, che porterebbe al superamento del segreto bancario. A cosa dobbiamo questa accelerazione? Nessun segreto, l’accelerazione è dovuta alla legge sulla voluntary disclosure.

Un suo paragrafo prevede che, se lo stato con un “regime fiscale privilegiato” firma con il governo italiano un accordo “che consenta un effettivo scambio di informazioni“, entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge, le sanzioni da applicare scendano al minimo (il 3% sul capitale). E per di più la prescrizione passerebbe da 10 a 5 anni. Ciò significherebbe che un patrimonio creatosi prima del 2009 dovrebbe passare indenne dalla tagliola Irpef con relative sanzioni.

Quasi impossibile fare una stima sui capitali italiani occultati al Fisco. In Italia si fanno previsioni intorno ai 140-150 miliardi, mentre in Svizzera i numeri sono meno altisonanti – non si arriverebbe ai 100 miliardi. Impossibile dire anche quale sarà il gettito di questa operazione. L’aspetto più interessante è che una parte di questi flussi finanziari potrebbe/dovrebbe ritornare in Italia.

A questo stanno lavorando diverse realtà finanziarie italiane: da Azimut a Unicredit passando per Generali ed Intesa San Paolo.

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