In più di un’occasione abbiamo spiegato che tra le linee guida del governo tecnico c’è anche un piano di lotta all’evasione fiscale.

E’ dagli evasori che dovrebbero essere carpite le somme utili alla riduzione dell’Irpef. Qualche giorno fa la notizia che sarebbe rimasta inalterata l’aliquota per gli autonomi perché tassando il vizio, quindi aumentando il prezzo delle sigarette, si sarebbero recuperate le somme necessarie per sostenere la riforma della previdenza prevista dalla Fornero.

Adesso, invece, sotto i riflettori le tasse che tutti gli italiani pagano, non soltanto la categoria degli autonomi. Il fatto che molti concittadini evadono le tasse, fa sì che queste aumentino anche in modo importante. Il governo, ha deciso allora, di stanare gli evasori.

In questo modo, attraverso gli strumenti che l’Erario ha a disposizione, dovrebbero tornare nei forzieri dello stato circa 15 miliardi di euro. Se si riuscirà nella maxi operazione programmata e davvero questi soldi torneranno nella mani dei legittimi proprietari, potrà beneficiarne l’Irpef.

L’aliquota Irpef, relativa al primo scaglione, quello dei redditi che non superano i 15 mila euro, infatti, è ferma al 23 per cento. Potrebbe dunque ridursi e arrivare ad essere soltanto al 20 per cento. Attualmente l’imposta sostitutiva al 20 per cento è propria di chi sfrutta il regime agevolato per le nuove iniziative produttive.