Secondo il presidente dell’Istat Antonio GoliniIl valore medio del cuneo fiscale e contributivo per i lavoratori dipendenti è pari al 49,1% del costo del lavoro“. Nella sua audizione alla Commissione finanze del Senato ha spiegato che ”i percettori di un solo reddito da lavoro dipendente ricevono in media, nel 2012, una retribuzione netta di 16.153 euro circa all’anno, di poco superiore alla metà del valore medio del costo del lavoro (31.719 Euro)“.

L’aliquota media nel 2010 è stata del 19,2% (per un aumento dello 0,3% rispetto all’anno precedente). Da rilevare come la pressione fiscale nell’Europa dei 27 sia aumentata, tra il 2000 ed il 2012, dello 0,5%, mentre in Italia nello stesso periodo si è assistito ad un aumento che sfiora il 3%Il terzo incremento in ordine di importanza dopo Malta e Cipro.

Da rilevare poi che che in Italia la pressione fiscale è stata pari al 43,8% nel 2013 – poco meno del 44% raggiunto l’anno precedente. Nel 2012, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito del 4,7%. Un pesante segno meno dettato soprattutto dalla crescita del prelievo fiscale.

Il governo Renzi vuole ridurre il carico fiscale, ma finora non c’è nulla di scritto. E secondo la Uil, nel mese di marzo dovrebbe arrivare una brutta notizia: “Con la prossima busta paga, infatti, i lavoratori dipendenti e i pensionati troveranno l’amara sorpresa di dover pagare mediamente 97 euro complessivi tra saldo e acconto dell’Irpef sia Regionale, sia Comunale, pari al 29,3% in più rispetto al mese di marzo dello scorso anno” – secondo il segretario confederale Guglielmo Loy. La media dell’addizionale Irpef regionale è pari a 59 euro, contro i 49 euro del 2012 (+ 20,4%), mentre per l’Irpef comunale l’addizionale è di 38 euro, a fronte dei 26 dello scorso anno (+46,1%).
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