Chi ama l’Italia, anche in un periodo di crisi, ritiene che nella legge di stabilità con il maxiemendamento incluso non ci siano le misure richieste dall’Europa ma la strategia nostrana di rilancio.Che sia un modo studiato dal governo per rilanciare l’economia del paese o se si tratti piuttosto di un accordo con l’Europa per evitare il default, non è chiaro. Di fatto c’è che sul tavolo del prossimo esecutivo ci sono molte riforme.

Misure che dovrebbero riportare l’Italia in cima alla lista delle potenze industriali ed economiche dell’Eurozona. Rehn però, considerato il clima UE di recessione spiega che dall’Italia si attende qualcosa in più.

Il pareggio del bilancio da raggiungere nel 2013 che è stato il cavallo di battaglia di Tremonti durante la presentazione della finanziaria non sembra un obiettivo reale alla Commissione Europea, che ritiene appunto che l’Italia non abbia il pareggio nel mirino.

Il tutto viene fuori dalle previsioni economiche d’autunno che parlano di passivo nel bilancio pubblico per un valore prossimo allo 0,5%. Tutta l’area euro preoccupa, si teme la nuova recessione.

Rehn poi affonda il dito nella piaga del Belpaese dicendo che ripristinare la fiducia nella nostra economia è necessario avviare delle riforme fiscali e strutturali, ma lavorare anche alla riforma delle pensioni, tema molto caro alla Lega Nord.