Il calo dei finanziamenti a imprese e famiglie, sempre al centro delle uscite ufficiali di Bce e Fmi, ha spinto al ribasso le richieste degli italiani tutti, nonostante l’enorme bisogno di liquidità di consumatori e imprese e qualche tiepida ripresa (su base mensile) della domanda proveniente dal segmento famiglie.
Gran parte delle richieste di finanziamento proveniente dalle famiglie, e dai soggetti in veste di privati consumatori in generale, riguarda quegli strumenti che costituiscono il Credito al consumo, vale a dire il credito per l’acquisto di beni e servizi o per soddisfare esigenze di natura personale concesso ad una persona fisica.
Il credito al consumo, sulla base dell’art. 121 del Testo unico bancario (d.lgs. 385/93 e successive modifiche ed integrazioni) può assumere la forma di dilazione del pagamento del prezzo dei beni e servizi acquistati, di prestito o di altra analoga forma di facilitazione finanziaria e non comprende il prestito concesso per esigenze di carattere professionale del consumatore/imprenditore e il credito finalizzato più propriamente all’acquisto di un diritto reale o ad un investimento (come, ad esempio, il mutuo ipotecario).

L’esercizio del credito al consumo (sempre dall’art. 121 del Tub) è riservato alle banche, agli intermediari finanziari e, nella sola forma della dilazione del pagamento del prezzo, “ai soggetti autorizzati alla vendita di beni o di servizi nel territorio della Repubblica”.
Con la stipula di un contratto di credito, il consumatore si obbliga, in caso di dilazione di pagamento, a corrispondere il prezzo al venditore di beni o servizi alle date stabilite o, nel caso di concessione di un prestito, a restituire l’importo concesso (capitale erogato), maggiorato degli interessi calcolati sulla base del tasso parametrizzato per il finanziamento. Nel caso della dilazione, ancora, il bene oggetto di acquisto viene in genere messo subito a disposizione del consumatore, mentre banche e intermediari finanziari possono riservarsi di differire la partenza del piano di ammortamento rispetto alla sua consegna materiale.
La restituzione del capitale e la corresponsione degli interessi avviene attraverso versamenti periodici (rate), il più delle volte a cadenza mensile. Il consumatore cui viene concesso il prestito è inoltre tenuto a pagare le spese necessarie per la conclusione del contratto, ricadenti anch’esse nel Taeg (Tasso annuo effettivo globale), l’indice del costo complessivo del contratto di credito al consumo che deve essere necessariamente riportato dal contratto sottoscritto.

I principali strumenti attraverso cui avviene il trasferimento delle somme sono:
- Carte di credito;
- Prestiti personali;
- Cessione del quinto dello stipendio;
- Consolidamento debiti;
- Pagamenti rateizzati o posticipati.
Essi, come anticipato, possono suddividersi in finanziamenti finalizzati, quando costituiscono la rateizzazione (prestito finalizzato) o il pagamento di un acquisto (carta di credito), e finanziamenti non finalizzati, come i prestiti personali, la cessione del quinto dello stipendio o il consolidamento.

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