Nei primi sei mesi dell’anno la ricchezza netta delle famiglie italiane è scesa dello 0,5% in termini nominali. È quanto rileva la Banca d’Italia nel suo Supplemento al Bollettino Statistico “La ricchezza delle famiglie italiane”. Il dato scaturisce dalla diminuzione delle attività reali (0,7%) e finanziarie (0,4%) non compensata dalla flessione delle passività (1%).

Il dato nel corso del 2011 è sceso dello 0,7% e dalla fine del 2007, “quando l’aggregato –riporta la Banca d’Italia- ha raggiunto il suo valore massimo in termini reali”, ha messo a segno una contrazione del 5,8%.

Alla fine del 2011 la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a circa 8.619 miliardi di euro, corrispondenti a poco più di 140 mila euro pro capite e a 350 mila euro in media per famiglia. Le attività reali rappresentavano il 62,8% del totale mentre la restante parte (37,2%) era rappresentato dalle attività finanziarie.

“La distribuzione della ricchezza –continua il report- è caratterizzata da un elevato grado di concentrazione: molte famiglie detengono livelli modesti o nulli di ricchezza; all´opposto, poche famiglie dispongono di una ricchezza elevata”. Alla fine del 2010 la metà più povera delle famiglie italiane deteneva il 9,4% della ricchezza totale, mentre il 10% più ricco deteneva il 45,9% della ricchezza complessiva.