Secondo i numeri della Confcommercio, nel 2012 la ricchezza netta pro capite – che comprende gli immobili e gli strumenti finanziari, mentre bisogna detrarre i debiti – è ritornata ai livelli del 2002 (per un -18.000 euro a testa nei confronti del 2006, oltre 18.000 euro a testa. Per il reddito disponibile pro capite, la situazione è ancora peggiore, tra il 2007 ed il 2013, si ridotto del 13% circa, ed è ritornato – se si prende in considerazione anche l’inflazione – ai livelli che aveva nella seconda metà degli anni Ottanta.

Questi dati non possono che essere messi in relazione con il drammatico calo dei consumi (-2,4% nel biennio 2008-2009 a cui va aggiunto un altro -4,2% nel 2012). E anche per l’anno in corso, secondo Confcommercio, le prospettive sono incerte…

Un allarme simile arriva anche dall’Istat e riguarda il reddito disponibile delle famiglie: secondo il nostro istituto statistico il loro valore corrente è diminuito, nel 2012, “in tutte le regioni italiane“. La media nazionale è un -1,9%, risultato di una flessione contenuta a Sud (-1,6%), contro il -1,8% del Nord-Est, ed il -2% di Nord-Ovest e Centro.

Le regioni con le riduzioni più marcate nel reddito disponibile sono – strano a dirsi – due regioni del Nord, la Valle d’Aosta e la Liguria, con un -2,8% per entrambe. In testa alla classifica del reddito disponibile è la provincia di Bolzano con circa 22.400 euro, all’ultimo posto c’è invece la Campania con meno di 12.300 euro, contro una media nazionale di 17.600.

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